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Parte quantitativa - monetaria

Per iniziare un'attività indipendente si dovrà dedicare un'attenzione particolare all'aspetto finanziario perché è evidente che un'iniziativa economica necessita di un capitale iniziale minimo per gli investimenti da essa richiesti (immobili, macchine, attrezzature, magazzino), ma pure per il primo periodo conseguente alla messa in esercizio dell'azienda. Nell'attesa dell'incasso delle prime fatture passeranno probabilmente alcuni mesi, durante i quali si dovranno pagare l'affitto dei locali, il riscaldamento, il telefono, la luce e il personale, per citare solo qualche esempio.

Piano delle necessità finanziarie

La prima domanda che ci si deve porre è: quanto capitale mi necessita per l'inizio della mia attività? Il capitale necessario servirà per finanziare:

  1. La fondazione dell'attività (ricerche di mercato, costi consulenze, ecc.);
  2. L'attivo fisso (immobile, macchinari, ecc.);
  3. L'attivo circolante (stoccaggio delle merci, ecc.).

Capitale per finanziare la fondazione dell'attività e l'attivo fisso

Il capitale necessario per finanziare la fondazione dell'attività e l'attivo fisso è facilmente calcolabile. È sufficiente redigere una lista di quanto necessita e chiedere il relativo prezzo.
L'attivo fisso rappresenta il fabbisogno strutturale dell'azienda. Il fabbisogno strutturale deriva da quegli investimenti da effettuare per costruire la struttura, ossia l'ossatura permanente dell'impresa attraverso l'acquisto di tutti quei beni destinati ad essere utilizzati ripetutamente e per lungo tempo nella vita della nuova impresa.
Tali investimenti sono anche detti immobilizzazione e possono essere classificati in:

  1. Immobilizzazioni materiali;
  2. Immobilizzazioni immateriali;
  3. Immobilizzazioni finanziarie.

Capitale per finanziare l'attivo circolante

L'attivo circolante rappresenta il fabbisogno corrente dell’impresa. Non appena l’impresa sarà costituita, sicuramente inizierà a svolgere l’attività. Saranno necessari altri capitali per acquistare le materie prime, pagare i salari per avviare il processo produttivo e organizzare la vendita dei prodotti finiti. L’attività dell’impresa parte infatti dall’acquisto di materie prime, che il lavoro trasforma in prodotto finito la cui vendita permetterà di ottenere un profitto.
Alimentare questo ciclo comporta per il nuovo imprenditore fare ulteriori investimenti, prima ancora di cominciare a raccogliere i primi utili. Quanto più "si allunga" il ciclo tanto maggiore sarà il fabbisogno corrente dell'impresa.

Il capitale necessario per finanziare l'attivo circolante è più difficile da calcolare; infatti, il cliente non acquista immediatamente la mia merce, i miei servizi; inoltre il cliente, se acquista, non necessariamente paga sul momento.
Il capitale rimane perciò "fermo" per un determinato periodo; questo "fermo" deve essere finanziato dall'imprenditore.
Più la mia merce rimane "ferma" o più a lungo un cliente paga, più alta sarà la mia necessità di capitale; in altre parole:

meno tempo la mia merce rimane in magazzino o meno tempo concedo ai miei clienti per il pagamento, minor capitale sarà necessario per il finanziamento della mia attività.

Esempio:

Un rivenditore di auto usate ha un parco veicoli d'occasione per un valore medio annuo di CHF 400'000.

  • Se, in media, riesce a vendere le sue auto entro sei mesi (rotazione delle merci), il capitale "fermo" è di CHF 200'000.
  • Se, in media, riesce a vendere le sue auto entro tre mesi, il capitale "fermo" si riduce a CHF 100'000.

Chi offre servizi non deve sopportare costi per lo stoccaggio delle materie prime o delle merci; deve però tenere in considerazione il fatto che ciò che inciderà maggiormente nel fabbisogno di capitale, saranno i costi d'esercizio, soprattutto legati agli stipendi; inoltre, i tempi di pagamento dei clienti sono generalmente più lunghi rispetto a chi vende merci.

Quando un imprenditore, pur non avendo problemi di vendita e di mercato, ha problemi di liquidità, possono venire a mancare i soldi necessari per pagare gli stipendi, il telefono e tutte le spese correnti che dovrebbero essere onorate regolarmente. In tale occasione si dice che l'impresa ha bisogno di capitale circolante che serve per alimentare la gestione quotidiana.

Per un calcolo del capitale necessario per finanziare l'attivo circolante, occorre tenere in considerazione i seguenti punti:

  1. Capitale necessario per lo stoccaggio delle materie prime o delle merci fino al momento della lavorazione;
  2. Capitale necessario per lo stoccaggio della merce pronta alla vendita;
  3. Capitale necessario per la copertura dei costi d'esercizio (salari, interessi, costi amministrativi, ecc.);
  4. Capitale necessario per il finanziamento delle merci o dei servizi fino al pagamento dei clienti (costi che sorgono fino a quando i clienti pagano per la merce o i servizi scelti).

Calcolo capitale necessario stoccaggio materie prime o merci fino al momento lavorazione

Per calcolarlo, si applica la seguente formula:

Esempio:

Un orefice acquista materie prime (oro, argento, brillanti, ecc.) per un totale di CHF 300'000 all'anno. Le materie prime rimangono in officina in media un mese prima di essere trasformate in materiale finito (anelli, ecc); la rotazione media annua è perciò uguale a 12; quindi:

Calcolo del capitale necessario stoccaggio merce pronta alla vendita

Per il calcolo si applica la seguente formula:

Calcolo capitale necessario copertura costi esercizio (salari, interessi, costi amministrativi, ecc.)

Per il calcolo si applica la seguente formula:

* Per sapere a quanto ammontano i costi preventivi, occorre far capo ai dati del conto economico previsionale

Capitale necessario finanziamento merci o servizi fino pagamento clienti

Questo capitale copre i costi che sorgono fino a quando i clienti pagano per la merce o i servizi scelti.
Per il calcolo si applica la seguente formula:

Ritardi di pagamento in Svizzera

Nel 2012, gli imprenditori svizzeri sono stati meno rigorosi nell'onorare i loro pagamenti. È quanto emerge da un'indagine svolta dalla società di consulenza economica Bisnode. Le imprese che non hanno saldato in tempo le fatture sono state il 45% contro il 42% del 2011.
I peggiori risultati si registrano nei Cantoni latini: in Ticino il 64,7% dei pagamenti è avvenuto in ritardo. Seguono Giura (62%), Vaud (61,9%), Neuchâtel (59,9%), Ginevra (58,6%), Friburgo (54,6%) e Vallese (53,5%).
Tra i primi della classe troviamo diversi Cantoni della Svizzera centrale, Basilea-Città e i due semicantoni di Appenzello. Con il 22,5% di fatture pagate in ritardo, il Cantone più virtuoso è Uri, seguito da Basilea-Città (24,2%), Obvaldo (35,8%), Appenzello Interno (36,4%), Zugo (36,9%), Lucerna (37,7%) e Appenzello Esterno (38,2%).

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