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Registri bidone

Attenzione agli approfittatori: i registri “bidone”.

Ricorda: solo l'iscrizione nel Registro di commercio ufficiale è obbligatoria e sensata.

Chi iscrive la propria azienda nel Registro di commercio si vede spesso recapitare lettere con allegata la relativa fattura da approfittatori che offrono l'iscrizione in altri registri.

Ma dove sta l’inganno? Le lettere e le relative fatture sono elaborate in modo tale che, chi è nuovo del settore, le confonde facilmente con le lettere ufficiali. Sovente, i caratteri sono simili ai formulari ufficiali e le intestazioni possono trarre in errore. Chi si lascia ingannare ottiene un'iscrizione in una guida di ditte privata di dubbia utilità e che ha nessun valore legale.

Oltre ad offerte di iscrizione in “fantomatici” registri di commercio, sovente gli imprenditori si vedono recapitare offerte di iscrizione in altrettanti “fantomatici” registri telefonici o di internet. Benché i messaggi suggeriscano di iscriversi in un registro ufficiale, sappiate che NON È VERO.

Chi risponde, generalmente sottoscrive un contratto della durata minima di uno o due anni e dal costo mensile notevole (attorno al centinaio di franchi al mese).

Dal 1° aprile 2012 una nuova disposizione della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI) prevede che l’iscrizione in elenchi di qualsiasi tipo o la pubblicazione di annunci mediante moduli di offerta, proposte di correzione o simili debbano soddisfare precisi requisiti formali e di contenuto (cfr. art. 3 cpv. 1 lett. p LCSI). Occorre infatti indicare in caratteri grandi, in un punto ben visibile e in un linguaggio comprensibile:

  • Il carattere oneroso e privato dell’offerta;
  • La durata del contratto;
  • Il prezzo totale per la durata del contratto;
  • La diffusione geografica, la forma, la tiratura minima e l’ultimo termine di pubblicazione.

Poiché le offerte menzionate sopra non corrispondono in alcun modo ai requisiti di legge, la SECO ritiene che violino la LCSI e li considera illegali.

Cosa fare se si riceve una richiesta del genere?

La cosa migliore è buttarla via SENZA RISPONDERE. È possibile che gli autori della truffa contattino telefonicamente le vittime per convincerle a firmare, con la scusa che firmando e rinviando l’offerta non vi sarà alcuna iscrizione nel registro. Al contrario, è proprio rimandando indietro l’offerta che si conclude il contratto.

Come rimediare una volta firmata e rinviata l’offerta?

Entro un anno dalla scoperta dell’errore o dell’inganno, la parte lesa può fare una contestazione scritta. Occorre inviare alla controparte una lettera raccomandata in cui si afferma che si è stati raggirati e che qualsiasi contratto eventualmente stipulato viene considerato non vincolante a causa di errore e inganno. Secondo il diritto svizzero, la dichiarazione con cui si impugna il contratto comporta il carattere non vincolante dello stesso (art. 23 segg. del Codice delle obbligazioni). Qualora la controparte insistesse sul carattere vincolante del contratto e avviasse un’azione legale, solo un giudice può stabilire se un contratto è vincolante oppure no.